Hai fatto il vaccino per il Covid19 e hai avuto problemi? Ti aiuta un gruppo nato su Telegram, che spiega come segnalare alla Rete nazionale di farmacovigilanza dell’Aifa ogni effetto avverso, che sia o no correlato con certezza alla somministrazione del siero. Si chiama Il filo di Arianna, al momento conta più di 5 mila membri, e sta crescendo ogni giorno di più.

“Mio padre è stato vaccinato, dopo un mese tantissimo sangue dal naso, ora è sempre molto stanco. Lui che nonostante i suoi 85 anni è sempre stato attivo, ora parla anche male, farfuglia”, scrive Federica nel gruppo.

“Sto sentendo sempre più persone con problemi intestinali e fortissima debolezza, e  sono persone vaccinate da qualche mese” avverte Monica.

“Settantenne morto due giorni dopo il vaccino. Era stato operato da qualche mese di tumore alle corde vocali ma stava relativamente bene, era autosufficiente, faceva la spesa da solo. Il figlio mi chiede: ‘Puo’ essere stato il vaccino’?” riferisce Antonio.  

“A una mia amica si è riacutizzata la fibromialgia. Ora non vuole più fare la seconda dose” racconta Giulia.

Sono testimonianze scritte sul gruppo, tutte segnalazioni che vanno fatte all’Aifa, a prescindere che sia certo o meno il nesso con il vaccino, avvertono i moderatori del gruppo.

L’idea è venuta a tre farmaciste e un medico che, vedendo intorno a loro un numero sempre crescente di reazioni avverse non segnalate e di persone “smarrite nel non sapere cosa fare”, hanno deciso di attivarsi e fare qualcosa. Innanzitutto si sono informate  su come potenziare la  farmacovigilanza sul territorio. Consultandosi con un medico di farmacovigilanza, responsabile del Piemonte, hanno appreso che la normativa richiede a tutti gli operatori sanitari e ai cittadini di segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa che si verifica a seguito di somministrazione di farmaci e/o vaccini.

Per questo motivo hanno creato il gruppo di supporto Il Filo di Arianna.  

“Un filo- spiegano – che quando sarà abbastanza lungo, riuscirà a trasformarsi in una rete di buona Informazione ed un supporto di farmacovigilanza attiva che mai come in questo momento è fondamentale su un territorio sgretolato”.

In sostanza i moderatori del gruppo rilevano i casi riferiti e aiutano le persone a creare una segnalazione di sospetta reazione avversa direttamente online sul sito di Vigifarmaco .“Bisogna seguire la procedura guidata, che non richiede molti passaggi – spiegano – Al quel punto è cura del responsabile di farmacovigilanza della ASL di appartenenza di procedere alla registrazione e validazione delle segnalazioni nella Rete nazionale di farmacovigilanza dell’AIFA. “Le segnalazioni di sospette reazioni avverse costituiscono un’ importante fonte di informazioni, in quanto consentono di rilevare potenziali segnali di allarme relativi all’uso dei medicinali e vaccini, cosi da renderli più sicuri a beneficio di tutti – spiegano i moderatori del gruppo – La segnalazione non è solo un obbligo per gli operatori sanitari, in accordo al Decreto del Ministero della Salute del 30 aprile 2015, ma anche un dovere da parte dei cittadini che possono farlo accedendo alla piattaforma presente sul link www.vigifarmaco.it.

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