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Il sindaco di Francavilla Marittima effettua analisi del suolo e dell’acqua piovana e denuncia una presenza molto elevata di elementi nocivi per la salute, ma la sua documentazione giace da un anno sulla scrivania del presidente della Regione. Nessuna iniziativa è stata presa per verificare la situazione. Al centro dei sospetti il “cloud seeding”, l’inseminazione chimica delle nuvole

Metalli pesanti a livelli preoccupanti sono stati trovati nei terreni delle colline di Francavilla Marittima, in provincia di Cosenza, ma dalla Regione tutto tace.  Nonostante il sindaco del piccolo borgo calabrese, Gaetano Tursi, abbia segnalato all’Agenzia regionale, già un anno fa, la gravità della situazione per il risultato dei campionamenti effettuati dal Comune, non c’è stata ad oggi ancora nessuna risposta e nessun intervento.  

Il sindaco, assieme a Bruno Corrado, un medico veterinario della Asl di Frosinone, insospettiti dalla strana qualità delle precipitazioni verificatesi nei mesi precedenti, avevano fatto eseguire delle analisi in laboratorio su campioni del luogo, come terra, erba di prato, ortaggi, acqua piovana e miele. Le indagini avevano rilevato, in maniera equivocabile, quantità di elementi metallici molto tossici come bario, stronzio e alluminio, a livelli tali  “da far paura”, ha spiegato Tursi in un’intervista rilasciata a Zonedombra Tv.

L’intervista di Antonio Del Furbo.

Nonostante la corposa documentazione fosse stata subito inviata al presidente della Regione, niente è accaduto a distanza di un anno. Dovrebbe essere l’Arpa, l’agenzia regionale deputata al monitoraggio della qualità dell’aria e dell’acqua del territorio, a effettuare altre analisi per accertare la gravità  o meno dalla situazione, ma non è stato fatto.   

Secondo il sindaco, che è anche un medico, queste sostanze non esistono in natura, ma vengono disperse nell’ambiente dalla “mano umana”, e potrebbero essere conseguenza diretta del cosiddetto cloud seeding, l’inseminazione delle nuvole.

Si tratta di una tecnica geoingegneristica di modificazione del tempo atmosferico volta a stimolare la pioggia o a influenzare altri fenomeni metereologici. Un processo che prevede l’introduzione di sostanze chimiche nelle nuvole, che agiscono come nuclei di condensazione, favorendo la formazione di gocce di pioggia. Il fenomeno potrebbe essere collegabile dalle cosiddette “scie” presenti in cielo, formate dal passaggio ripetuto degli aerei che rilasciano queste sostanze chimiche direttamente nelle nuvole.

Le stesse sostanze possono anche essere rilasciate nell’atmosfera da generatori a terra, e trasportate dal vento sino alle nuvole. Una pratica applicata e conosciuta da anni che tuttavia, a causa dei dubbi sulla sua efficacia e alle sue implicazioni etiche, è ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica, anche a causa dei rischi riguardo all’impatto ambientale e alla possibile alterazione dei modelli climatici naturali.

Al momento tuttavia i rischi per l’inquinamento prodotto da queste sostanze vengono totalmente ignorati, e le numerose interrogazioni parlamentari per chiedere chiarimenti al governo italiano, spingendo per un’indagine sulle attività di irrorazione chimica, rimangono senza risposte.

L’ipotesi è che le segnalazioni della presenza di metalli tossici dispersi nell’ambiente, come quella del sindaco di Francavilla Marittima e delle associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente, siano lasciate cadere perché queste operazioni sono coperte da segreto militare, e niente deve trapelare per la pubblica opinione. Al momento attuale chi osa parlare di scie chimiche viene bollato come “complottista”, chi cerca risposte viene messo a tacere o ignorato. Sostanze chimiche non dichiarate vengono disperse nell’aria che respiriamo, ma tutto è avvolto dal mistero e nessuno, a livello istituzionale, fornisce rassicurazioni o cerca spiegarne o indagarne le cause.

Tuttavia l’amministrazione di Francavilla Marittima, preoccupata per la salute dei suoi cittadini, non si ferma davanti al silenzio assordante degli interlocutori regionali. In programma nei prossimi mesi c’è uno screening della popolazione, per verificare i livelli di vitamina D e di calcio, al fine di individuare eventuali carenze e una campagna di prevenzione. Il sindaco punta sull’invito a consumare più alimenti come l’olio d’oliva, che ha un’efficacia nel contrastare le sostanze tossiche come i metalli pesanti. Inoltre Tursi chiede di evitare, quando possibile, alcuni luoghi, come il piano terra delle case, dove questi metalli sono più concentrati, perché per loro natura tendono a cadere in basso. Secondo il sindaco, in molte delle persone che abitano ai piani bassi, si sono già manifestati sintomi come confusione e mancanza di memoria, in quanto i metalli pesanti “hanno un tropismo per il sistema nervoso”.

Fare chiarezza su tutto questo è un dovere di chi ci governa. Troppi silenzi e omertà su temi così importanti per la nostra salute e il nostro benessere lasciano pensare che, davvero, dietro queste nuove tecnologie non ci sia niente di buono per la popolazione, ma solo tanti interessi economici e strategie geopolitiche delle quali nulla è dato di sapere, se non quando sarà troppo tardi.

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