Oltre cento medici hanno partecipato oggi all’assemblea dell’Ordine provinciale dei Medici di Roma, tenutasi all’Hotel Pineta Palace, per contestare l’obbligatorietà del vaccino anti Covid imposta ai sanitari, pena la sospensione immediata dall’Albo, l’allontanamento dal posto di lavoro e l’impossibilità di esercitare la professione.

I medici hanno chiesto al presidente dell’Ordine Antonio Magi l’abolizione dell’obbligo della vaccinazione e il rispetto della Costituzione, bocciando, con larga maggioranza (114 voti contrari, 83 a favore), il verbale di aprile 2021 che sanciva l’obbligo. Ma, alla richiesta di poter leggere un comunicato ufficiale, Magi ha immediatamente sciolto l’assemblea con un pretesto, chiamando la polizia e facendo spegnere i microfoni.

Il gruppo di medici intervenuti, 114 in tutto, erano la rappresentanza dell’Associazione ContiamoCi!, con migliaia di iscritti tra operatori sanitari e cittadini in tutta Italia, che ha poi diffuso sui social e alla stampa, il comunicato che è stato impedito loro di leggere al presidente Omceo.

L’associazione, spiegano, è nata “per affermare la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti, dal diritto al lavoro a quello sulla libertà di scelta terapeutica e di trasparenza nell’ambito della ricerca scientifica” e non fa propaganda anti-vaccinale. “Alcuni di noi sono vaccinati volontariamente– sottolineano nel comunicato rispondendo così a chi li accusa di essere “no vax” –  mentre altri sono stati costretti a farlo. Tutti, però- specificano- si sono interrogati sull’efficacia e sicurezza dei vaccini anti Sars-Cov-2, come dovrebbe fare ogni buon medico che agisce secondo scienza e coscienza. Tutti i medici, in questo momento storico, sono chiamati a compiere scelte che comportano sin da ora enormi ricadute a livello sanitario, sociale e politico”.

Nel documento i medici ricordano che “qualunque sperimentazione clinica di vaccini prevede per norma di legge una fase di sorveglianza attiva fino ai 5 anni, soprattutto quando vi sia un obbligo vaccinale”. Per questo chiedono all’Omceo di Roma, e al suo Presidente, “che esiga, da Aifa e Iss, organi competenti e deputati alla sorveglianza, di istituire immediatamente la Sorveglianza Attiva, nel rispetto della più rigorosa metodologia scientifica e della normativa vigente” e di farsi promotori di “un dibattito scientifico serio e trasparente, finora assente, sulla frequenza e gravità di fenomeni avversi, spesso non segnalati e sottovalutati, benché riconosciuti anche dall’Aifa”.

Nel comunicato si richiama inoltre al rispetto del codice deontologico della professione, in particolare dell’articolo 20, che riguarda il rispetto dei diritti della persona, dell’articolo 30, sul conflitto di interessi e dell’articolo 48, sulla ricerca biomedica e sperimentazione sull’uomo, che si ispira all’articolo 1 del Codice di Norimberga, che dichiara che “Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente essenziale”, che “la persona coinvolta dovrebbe avere la capacità legale di dare il consenso”, in modo tale “da poter esercitare il libero potere di scelta, senza l’intervento di alcun elemento di forza, frode, inganno”.

Inoltre i medici vogliono in particolare “che si metta fine alla vergognosa procedura di segnalazione, sospensione e radiazione di medici di provata esperienza, professionisti liberi che operano secondo scienza e coscienza in osservanza del Giuramento d’Ippocrate, ma che si vuole ridurre a meri esecutori di direttive governative infondate dal punto di vista scientifico e giuridico a maggior ragione per quanto riguarda la popolazione pediatrica e dell’età evolutiva”. E chiedono un incontro con il Comitato tecnico scientifico, poichè “risulta ormai acclarato che sia soggetti vaccinati che non vaccinati possano ugualmente contagiare, venendo così a cadere il presupposto scientifico su cui poggia l’impianto normativo alla base delle politiche sanitarie del Governo a partire dalla formulazione del DL 44/21”.

Si invita infine a recuperare ”l’autonomia decisionale dell’ordine dei medici più grande d’Europa, che non può limitarsi ad assecondare supinamente le decisioni governative ma che, al contrario, deve garantire gli interessi della cittadinanza e dei propri iscritti, dei quali ha il compito di tutelare i valori etici e professionali”.

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